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Piano delle alienazioni a
Martignana. C'è un'offerta
per la tribuna dello stadio

“Non è che da domani mandiamo la gente che ci abita in strada. Quello delle possibili alienazioni è un atto dovuto in cui entra a far parte tutto il patrimonio relativo ai beni immobili del comune"

MARTIGNANA PO – 12 appartamenti (tutti siti in via Libertà, alloggi comunali che vanno dall’appartamento a due vani a 43.775 euro al monolocale di 18.700 euro, per un complessivo di 309.825 euro), due terreni, uno sito in prossimità dell’area industriale tra Martignana e Gussola, 820 mq per un valore di 2050 euro e l’area dell’ex Cava Sereni 54,46 pertiche cremonesi, 81.690 euro il valore nominale. E per finire le tribune dello stadio, due manufatti per un valore complessivo di 5 mila euro.

A tanto ammonta il patrimonio ‘solido’ comunale da quanto si evince nel piano delle alienazioni presentato ieri sera in Consiglio. Un atto dovuto, in quanto facente parte del Piano di rientro del debito predisposto dal comune per coprire il disavanzo di 290 mila euro, e all’esame della corte dei conti. Un impegno decennale, 29 mila euro annui, che richiederanno uno sforzo gravoso ma non impossibile per il comune. Naturalmente la predisposizione del Piano delle Alienazioni non presuppone che tutto venga venduto.

“Non è che da domani mandiamo la gente che ci abita in strada. Quello delle possibili alienazioni è un atto dovuto in cui entra a far parte tutto il patrimonio relativo ai beni immobili del comune – ha spiegato Alessandro Gozzi – e peraltro la parte più corposa, quella relativa al terreno agricolo dell’ex Cava Sereni che con la fine dell’estrazione è diventata comunale, non è vendibile se non per la pioppicultura. L’estrazione infatti, che ha riguardato l’argilla di quel terreno, ha lasciato praticamente quasi solo sabbia”.

L’eventuale vendita dei beni immobili peraltro, sempre grazie all’approvazione di una variante al regolamento che disciplina le alienazioni, avrà un vincolo in più. “Abbiamo fatto in modo che il diritto di prelazione ce l’abbiano naturalmente i residenti – ha aggiunto Gozzi – e che la vendita sia fatta con limiti al ribasso del 20%, sino ad un limite di eccesso di ribasso del 45% rispetto al valore”.

Un esempio concreto. Mettiamo sia posto in vendita un bene da 10 mila euro. Se alla prima asta la vendita va a vuoto, si procederà con un’altra asta con vendita a 800 euro e così via per successivi ribassi. Ribassi che non potranno andare sotto i 450 euro per non ‘svendere’ il patrimonio collettivo.

Curiosità: al momento sembra esserci un’interessamento per l’acquisizione di una delle due tribune dello stadio. Potrebbe essere quello il primo bene a partire, se si deciderà per la vendita.

Un’altro interesse all’acquisto – come specificato dallo stesso sindaco nel corso del consiglio, è stato avanzato per la quota della farmacia in mano al comune, un 25%. Anche quella andrà valutata attentamente. Certo, le azioni della farmacia non sono un bene immobile, ma è comunque un piccolo tesoretto di cui il comune potrebbe decidere di privarsi per accelerare il risanamento dei conti pubblici.

Nazzareno Condina

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