Discesa del Po, una Mab più grande e i premi a Paramatti, Cantarella e Azzarri
«Vedere canoisti di Brescia ad aprire la rotta sull’acqua o bergamaschi a chiudere il gruppo sul motoscafo è la conferma che il fiume parte da molto più in alto»
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La Discesa del Po ha fatto nuovamente il suo corso. Quello del Grande Fiume, naturalmente, al centro di una due giorni che, anche senza i nuotatori a causa del divieto di balneazione, ha saputo cogliere nel segno. L’arrivo a Casalmaggiore sabato, la ripartenza verso Viadana domenica, quattro province e diversi comuni coinvolti, insieme a tanti cittadini che hanno scelto di vivere il Po attraverso barche, canoe, SUP, biciclette e percorsi a piedi.
Un viaggio lento lungo il fiume, capace di unire sport, ambiente, cultura e conoscenza. «Se il fiume è fatto di tante gocce, anche la Discesa del Po lo è», ha sottolineato Damiano Chiarini dell’associazione Persona Ambiente, ringraziando quanti hanno contribuito all’organizzazione. «Vedere canoisti di Brescia ad aprire la rotta sull’acqua o bergamaschi a chiudere il gruppo sul motoscafo è la conferma che il fiume parte da molto più in alto». Per Chiarini, la possibilità di percorrerlo in modalità lenta e con mezzi diversi «è un mix capace di rafforzare conoscenza e appartenenza a questi luoghi».
Nel corso della manifestazione è stato assegnato anche il riconoscimento di Uomo del Po 2026 a Telemaco Paramatti, custode del fiume e protagonista da sempre della vita sul Grande Fiume. «Io sono un custode, vivo sul fiume dalla mattina alla sera, nei momenti più belli, tutto lì e cerco di passare la mia emozione anche alle altre persone», ha detto Paramatti, definendo il premio «una vera sorpresa» e lanciando un invito: «Vivete il fiume, è vita».
Donna del Po 2026 è invece Laura Cantarella, ricercatrice e fotografa, premiata per il progetto “La Grande Acqua – Geografie e pratiche trasformazioni dalla sorgente alla foce”, realizzato insieme a Claudia Losi, Giovanna Cavalli e Andrea Botto. «È un premio graditissimo – ha spiegato – perché riconosce un progetto che parte dalle biblioteche e dai centri civici lungo il corso del fiume e pensa che la produzione culturale e artistica possa contribuire alla consapevolezza degli ecosistemi».
Premiato anche Filippo Azzarri per la miglior tesi legata al fiume: «Ho lavorato sul fiume durante il mio periodo di tesi magistrale. Più c’è conoscenza e più siamo in grado di capire e proteggere questi ambienti sempre più fragili».
A sottolineare il valore territoriale dell’iniziativa anche Ludovica Ramella di Mab Unesco Po Grande, che ha ricordato l’allargamento della Riserva della Biosfera, arrivata a comprendere 102 comuni. «Viadana fa parte di questo territorio immenso che si pone un obiettivo importante di valorizzazione fluviale. Non da soli: lo facciamo con le nuove generazioni». Proprio ai giovani è dedicato un nuovo spazio nella governance della Riserva, con la coordinatrice del gruppo giovani di Po Grande destinata a entrare nella cabina di regia.