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Viadana, che "botte"!
Dara: "Fava omarell". La risposta:
"Con me almeno i cantieri funzionavano"

Fava tuona: "Mentre l’on. Alberto Zolezzi era ufficialmente sostituto in commissione Bilancio per seguire e provare ad incidere sul testo del decreto, il nostro illustre Castiglionese in commissione non si è proprio visto. Quanto poi alla lettera dei tre sindaci politicamente omologhi al governo, che tanto ha fatto arrabbiare tutti gli altri sindaci, negli atti parlamentari non c’è traccia".
Nella foto Andrea Dara (a sinistra) e Gianni Fava

VIADANA – Tutto è partito dalle patatine. Ma adesso la polemica, come era ovvio e lecito attendersi, si sposta sul piano politico. Gianni Fava, ex consigliere comunale e prima ancora assessore regionale, che rappresenta la vecchia anima della Lega (la Lega Nord, per capirsi), aveva attaccato il comune di Viadana e soprattutto i suoi “aiutanti” all’interno del Carroccio mantovano che, non riuscendo a suo dire ad avere peso a Milano e a Roma, anziché portare fondi, portavano patatine. A livello locale aveva già risposto l’assessore alla Sicurezza Romano Bellini, ma ora è il deputato Andrea Dara, nome di peso nel mantovano della Lega a prendere la parola con ironia.

“Avete presente quei pensionati che, mani dietro la schiena, questionano con le maestranze di cantiere, pretendendo di insegnare loro il lavoro, non avendone conoscenza e ruolo? In modo dialettale quel tipo di pensionato è definito “Omarell”, cioè “l’omino”. Ecco, Gianni Fava è un “omarell” della politica locale. Questiona su donazioni e fondi senza arte né parte e non ne imbrocca una. A parte il fatto che ogni donazione è benvenuta e non dovuta, sia in prodotti che in soldi – come ha fatto l’azienda citata da Fava – la questione fondi governativi è del tutto diversa da quella raccontata dal rancoroso pensionato dell’Oglio Po. Per prima cosa, già a metà giugno alcuni Sindaci della provincia di Mantova (Viadana compresa) hanno formalmente scritto a Conte per ottenere il sostegno avuto dai Comuni cremonesi e bresciani. Infatti venerdì è stato approvato in Commissione Bilancio (forse grazie anche alle lettere di alcuni Sindaci mantovani), l’articolo 112 bis del Dl Rilancio, dove é stato istituito presso il Ministero dell’interno un fondo di 40 milioni per interventi di carattere economico e sociale, per i comuni, esclusi in precedenza dall’articolo 112 che privilegiava solo i comuni delle zone rosse. Ma proprio perché credo che le risorse stanziate siano insufficienti, non intendo darla vinta e ripresenterò la lettera dei Sindaci, concordata tra l’altro proprio con me, come ordine del giorno in Aula per dare ancor più giustizia ai nostri Comuni. Lo farò da parlamentare dell’opposizione, quale io sono. Nel frattempo, invito Fava a gustarsi un pacchetto di snack gentilmente offerto dall’Azienda citata, la stessa che Fava dovrebbe ringraziare per la generosa donazione fatta all’ospedale Poma di Mantova, quello che ha curato diversi pazienti (anche di Viadana) affetti da Covid. Forse grazie anche ai fondi donati”.

La risposta di Fava non si è fatta attendere, mentre alcuni sindaci dell’Oglio Po mantovano, come Marco Pasquali di Sabbioneta e Alessandro Sarasini di Commessaggio, da sempre vicini a Fava, hanno sottolineato come la buona idea di scrivere a Conte da parte di tre comuni della provincia di Mantova – ossia Viadana, Castiglione delle Stiviere e Canneto sull’Oglio – poteva risultare persino migliore se solo si fosse pensato di coinvolgere anche altri sindaci della provincia mantovana, o meglio ancora tutti i comuni, in base al detto l’unione fa la forza.

Tornando alla risposta di Fava, comunque, è stata pubblicata sulla “Gazzetta di Mantova” e poi sdoganata dallo stesso sul proprio profilo Facebook. “Un signore di Castiglione (Dara, ndr) che ogni tanto si ricorda dell’esistenza di Viadana (quando sollecitato dai suoi tre sostenitori locali) mi dà del pensionato della politica, prendendo a prestito una spiritosa definizione del forse candidato a sindaco del centro destra mantovano. A differenza di Stefano Rossi, al quale ho riconosciuto un certo stile, lo fa in modo goffo e inelegante dimostrando, se servisse, la sua distanza dal pensiero diffuso in quest’area abbandonata da Dio e dagli uomini. E’ vero, ha ragione su un punto: io ho chiuso con la politica istituzionale. Non percependo in realtà alcuna pensione lavoro per vivere e nel tempo perso provo a dire la mia e a guardare i cantieri come capita a molti della mia età. Purtroppo a Viadana ho provato ad osservare i cantieri del Palasport, della rotonda di viale Kennedy, del miglioramento del ponte in chiatte di Torre d’Oglio e di tante altre opere che anni fa (quando ancora il territorio non era stato abbandonato del tutto), nell’allora mia veste istituzionale, ho contribuito a far finanziare. E ho rischiato di morire di tristezza. Però non mi sono perso d’animo del tutto e ho provato a più riprese a dire quello che penso. Da uomo libero e da Cittadino che ha scelto di continuare a fare politica senza vivere di politica”.

“Pertanto – prosegue Fava – trovo assolutamente ridicolo il pietoso tentativo di prendersi meriti di leggi delle quali o non si sa nulla o peggio non si ha avuto alcuna utilità. E così, in uno slancio di bulimia comunicativa non richiesta, il nostro baldo difensore del territorio si è preso il merito del contributo straordinario di 40 milioni di euro per i comuni esclusi dai benefici per il ristoro dei danni subito dal Covid. Sarò vecchio ma qualcuno lo conosco ancora e ho chiesto chiarimenti a conoscenti che bazzicano le aule parlamentari. E con mia grande sorpresa (sto esagerando) ho scoperto che la firma all’emendamento è di Zolezzi e altri deputati bipartisan ma non di Dara. Non c’è traccia di un suo formale assenso al testo. Anzi aggiungo che mentre l’on. Alberto Zolezzi (che ringrazio) era ufficialmente sostituto in commissione Bilancio per seguire e provare ad incidere sul testo del decreto, il nostro illustre Castiglionese in commissione non si è proprio visto e mai ha nemmeno partecipato alla votazione del testo emendato. Quanto poi alla lettera dei tre sindaci politicamente omologhi al governo, che tanto ha fatto arrabbiare tutti gli altri sindaci evidentemente meno importanti, negli atti parlamentari non c’è traccia. Nè nei resoconti del dibattito, nè tantomeno nella relazione allegata al provvedimento. Questo è quanto, tutto il resto rischia di rasentare il millantato credito. Tanto lo dovevo per correttezza di informazione ai cittadini che non ci capiscono più nulla. Adesso posso tornare a guardare i cantieri fermi o inesistenti del mio territorio. Sperando che la tristezza mi abbandoni”.

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