Politica

Agazzi (Patto per il Nord) dopo il caso Padana: “Regione premi il merito e trovi risorse”

«La sanità è organizzata e gestita dalle singole Regioni. Dobbiamo guardare prima di tutto a casa nostra e trovare soluzioni che permettano di mantenere efficiente e attrattivo il sistema di emergenza territoriale lombardo».

In foto SImone Agazzi
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Il volontariato nel settore dell’emergenza sanitaria è una risorsa fondamentale per il territorio, ma non può essere dato per scontato. È questa la riflessione di Simone Agazzi, segretario di Patto per il Nord nel Casalasco Oglio Po e per anni inserito nel momento dell’Emergenza Urgenza prima di salutare Padana Soccorso, che interviene sul tema del riconoscimento economico per chi presta servizio sulle ambulanze.

«Il volontario del soccorso, alla fine, svolge una funzione pubblica essenziale. Come un amministratore o un politico lavora nelle istituzioni per garantire il funzionamento della macchina pubblica, il volontario garantisce che un servizio sanitario di emergenza sia attivo e disponibile per tutti», osserva Agazzi.

Solidarietà, altruismo e spirito di servizio restano i principi alla base del volontariato, ma secondo il segretario di Patto per il Nord è necessario interrogarsi sulla sostenibilità del sistema. «Nel 2026 possiamo davvero pensare che un sistema così importante possa reggersi esclusivamente sulla disponibilità gratuita delle persone? Se vogliamo mantenere efficiente il servizio sanitario territoriale, forse è arrivato il momento di aprire una riflessione seria».

La proposta è quella di ridurre sprechi e privilegi, laddove presenti, per destinare una parte delle risorse al riconoscimento economico di chi mette a disposizione tempo, formazione e responsabilità. «Non per trasformare il volontario in un dipendente, ma per valorizzare concretamente chi permette alle nostre comunità di non restare senza soccorso. Perché la solidarietà è un valore, ma non può essere data per scontata all’infinito».

Agazzi sottolinea anche come siano cambiate le condizioni sociali ed economiche rispetto al passato, rendendo più difficile coinvolgere nuove persone. Da qui la richiesta alle istituzioni regionali di individuare risorse adeguate per riconoscere chi opera sulle ambulanze.

«Non stiamo parlando dei volontari delle feste paesane, ma di persone che garantiscono un servizio sanitario pubblico essenziale, con responsabilità, formazione continua e impegno concreto verso la collettività», afferma. Sul confronto con quanto avviene nelle regioni oltre il Po, Agazzi preferisce non entrare nel merito: «La sanità è organizzata e gestita dalle singole Regioni. Dobbiamo guardare prima di tutto a casa nostra e trovare soluzioni che permettano di mantenere efficiente e attrattivo il sistema di emergenza territoriale lombardo».

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