Casalmaggiore, in primavera la "fase 2" del PEBA
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Il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche a Casalmaggiore? Fa un passo in avanti. Dopo mesi in cui non si sono avute novità, ecco che la pubblicazione sul sito del comune dell’incarico affidato all’architetto Mario Gazzoli consente di entrare nella cosiddetta fase operativa del percorso.
Cos’è il PEBA, anzitutto? Uno strumento, simile al PGT, pluriennale, che cioè rimane nelle disponibilità di un comune per anni e dal quale attingere per capire dove intervenire. Se non che, sin qui, il PEBA di Casalmaggiore aveva riguardato – per così dire – i “massimi sistemi”, scegliendo una filosofia di massima sottesa ai vari interventi, ma senza entrare nello specifico degli stessi.
Adesso, ed entro la prossima primavera, l’architetto Gazzoli dovrà presentare all’amministrazione e all’Ufficio Tecnico, alcuni interventi puntuali e concreti che possano essere realizzati, ovviamente con riferimento agli edifici pubblici, quelli cioè sui quali il comune può mettere mano.
Non tutti gli interventi saranno realizzati immediatamente, ma una volta che la cartina delle urgenze sarà presentata, ecco che si deciderà poi dove intervenire in tempi brevi e cosa invece rimandare agli anni successivi, in base a due criteri. Quello dell’urgenza, appunto, e dunque dell’utilizzo del determinato edificio; e quello dei fondi a disposizione per poter intervenire.
Del PEBA si era parlato in consiglio comunale la scorsa estate, con la minoranza che aveva chiesto lumi del piano, dato che non emergevano aggiornamenti concreti. Ora, con l’inizio del 2026, ecco un possibile punto di svolta, per passare dalla teoria alla pratica o, se preferite, dalla fase uno ad una fase due di ricognizione e molto più fattuale.
G.G.