Politica

Grande distribuzione e botteghe: a Casalmaggiore si riapre il confronto

L’apertura di un nuovo supermercato pone nuovamente il tema dell’impatto della grande distribuzione. Annamaria Piccinelli chiede politiche che tutelino botteghe, frazioni, favorendo un equilibrio tra supermercati e commercio di prossimità

L'apertura di un nuovo supermercato pone il tema dell'equilibrio con le botteghe di prossimità
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La densità di nuovi supermercati della grande distribuzione, con la futura apertura della Lidl, riaccende il dibattito a Casalmaggiore sul rapporto tra multinazionali del commercio e piccoli negozi di prossimità. Con l’arrivo di un nuovo punto vendita di una grande catena internazionale, il tema torna al centro della discussione locale grazie a una riflessione di ampio respiro di Annamaria Piccinelli.

Un focus quello del consigliere di Movimento Vivace e Sostenibile in cui emergono diversi parametri: da una parte prezzi competitivi e ampia scelta per i consumatori, dall’altra le difficoltà sempre maggiori per le botteghe e per il tessuto commerciale delle frazioni. Tra questioni economiche, sociali e urbanistiche – con la questione, pressante, della sicurezza sull’Asolana – cresce l’interrogativo su quale equilibrio sia possibile trovare tra sviluppo della grande distribuzione e tutela del commercio locale e – di riflesso – di presidi di socialità e aggregazioni importanti, specie nelle frazioni e per la popolazione anziana.

“La Lidl, che aprirà l’ottavo supermercato, è una multinazionale tedesca del Gruppo Schwarz che nel 2025 ha fatturato 175 miliardi. Già presente da qualche anno, invece, l’altra multinazionale tedesca, Aldi, che nel 2023 ha fatturato 112 miliardi e infine la terza per fatturato, il Penny, del gruppo Rewe che si ferma a “soli” 96 miliardi nel 2024.

Stiamo parlando di alcuni dei colossi della grande distribuzione, un sistema che, controllando oltre il 72% del mercato alimentare italiano (Presadiretta 2020), ha uno strapotere contrattuale che spesso abbassa al massimo i ricavi dei produttori incentivando, di conseguenza, lo sfruttamento e abbassando la qualità dei prodotti; tiene i dipendenti al lavoro tutte le feste comandate; peggiora il traffico e la sicurezza sulle strade; contribuisce fortemente alla desertificazione commerciale dei centri urbani”.

Nel proprio intervento l’esponente di minoranza parla di prospettive ‘altre’ rispetto al mero parametro economico: “A tal proposito non possiamo fare a meno di pensare al fatto che cinque mesi fa è stata aperta una bottega a Vicobellignano: la signora è contenta, ci ha detto che vengono persone anche da Martignana perché anche là da tempo non c’è più niente. Chi guarda a questi fenomeni dall’angolo visuale commerciale vede fatti naturali in un contesto di libero mercato: è la gran parte dei consumatori che preferisce il supermercato alle botteghe perché c’è molto assortimento e prezzi bassi.

Vero, ma noi crediamo che la politica debba avere anche altri angoli visuali: quello economico che è diverso da quello commerciale, quello sociale anziché quello dei consumatori. Gli Stati UE hanno da poco adottato una Direttiva anti commercio sleale, ma anche un Comune deve soppesare i costi nascosti che un territorio paga, come lo spegnersi di tanti negozi”.

Partendo dal precedente di Aldi, il consigliere di minoranza chiede che si ripensi il paradigma nella sua interezza partendo dalla leva dell’urbanistica negoziata: “Già con Aldi – prosegue Piccinelli – si è incominciato a declinare l’urbanistica negoziata in questa direzione destinando 80mila euro ad iniziative dei commercianti, ma noi crediamo che questa volta si debba pensare a fare meglio.

L’urbanistica negoziata, dopo aver pensato a mettere in sicurezza (vera!) tutti gli attraversamenti sull’Asolana (il tributo in vite umane di persone dirette ai supermercati, fa venire i brividi), deve fare una cosa importante: deve riuscire a trasformare il supermercato, da concorrente invincibile delle piccole botteghe, a loro partner o comunque sostenitore e deve farsi carico anche delle persone fragili che sono rimaste senza bottega in frazione.

E’ l’idea che abbiamo abbozzato nel Consiglio comunale scorso e abbiamo apprezzato che il Consigliere con delega al commercio Roberto Madesani, abbia colto lo spirito delle nostre proposte arricchendole di ulteriori rielaborazioni. Non va dimenticato il potere finanziario di chi si ha davanti e con una convenzione mirata – osserva – si potrebbero sostenere i servizi commerciale e socio-commerciale rivolti alle frazioni e in particolare a quelle circostanti (oltre Vicobellignano, anche Vicoboneghisio, Cappella e Camminata che non hanno botteghe). Auspichiamo che venga organizzata una Commissione apposita per poterne parlare”.

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