Acqua, sanità e tutela delle donne: Amurt Italia racconta i suoi progetti in Africa
A raccontare il lavoro sul campo è stato anche Dada Daneshanananda, referente di Amurt in Nigeria, che ha illustrato le attività svolte nelle aree rurali, spesso lontane dai grandi centri abitati
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Far conoscere il lavoro svolto ogni giorno nelle aree più fragili del mondo e sensibilizzare il territorio sull’importanza della cooperazione internazionale. Era questo l’obiettivo della serata organizzata lunedì sotto il Torrione di Casalmaggiore, dove Amurt Italia ha presentato i principali progetti umanitari portati avanti, con particolare attenzione agli interventi realizzati in Nigeria.
Nel corso dell’incontro Paolo Bocchi ha illustrato alcune delle iniziative che l’associazione sta sviluppando grazie anche alla collaborazione con il territorio casalasco.
«Il progetto Acqua – spiega Bocchi – è partito recentemente e si concluderà entro la fine dell’anno. Lo stiamo realizzando insieme ai Rotary Club di Casalmaggiore, Viadana e Sabbioneta e prevede la costruzione di 16 pozzi. È il terzo progetto che realizziamo con loro e, complessivamente, grazie a queste iniziative siamo riusciti a portare acqua potabile a circa 50 mila persone».
Accanto all’accesso all’acqua, un altro fronte fondamentale è quello sanitario. «Nell’Ebonyi State non c’erano cliniche né ospedali e si moriva anche per malattie facilmente curabili. In quindici anni siamo riusciti a costruire una decina di cliniche e oggi la situazione è notevolmente migliorata», ha aggiunto Bocchi.
A raccontare il lavoro sul campo è stato anche Dada Daneshanananda, referente di Amurt in Nigeria, che ha illustrato le attività svolte nelle aree rurali, spesso lontane dai grandi centri abitati.
«Lavoriamo soprattutto nei villaggi più isolati per migliorare le condizioni di vita della popolazione. Portiamo acqua pulita e potabile dove non è mai arrivata e dedichiamo particolare attenzione alla salute materna, affinché le donne possano affrontare gravidanza e parto in condizioni di maggiore sicurezza».
Tra i progetti più recenti figura anche una campagna di educazione e sensibilizzazione sulla salute sessuale e riproduttiva.
«Da alcuni mesi – ha spiegato Daneshanananda – stiamo promuovendo attività di informazione per prevenire le gravidanze precoci, un fenomeno che purtroppo interessa ancora molte bambine in diversi Paesi africani».
Proprio il tema della tutela delle donne e del contrasto alla violenza di genere ha rappresentato uno dei fili conduttori della serata, che ha visto il sostegno del Movimento Incontro Ascolto (MIA).
«Organizziamo corsi nelle scuole – ha ricordato Paolo Bocchi – per formare le giovani generazioni e far conoscere i diritti delle donne, perché il cambiamento passa innanzitutto dalla cultura».
Sulla stessa linea Claudia Barbieri, rappresentante di MIA: «Quando si mettono in campo iniziative di informazione e sensibilizzazione contro la violenza e per promuovere l’emancipazione femminile, anche nei Paesi più svantaggiati, noi ci siamo sempre. Crediamo che sostenere questi progetti significhi contribuire a costruire una società più giusta e consapevole».