Cultura e spettacoli

San Rocco oltre il labirinto del recupero: “Ora sì, è uno spazio culturale pubblico”

La serata ha segnato anche il debutto ufficiale dell'associazione culturale Mandragora APS, che ha scelto proprio San Rocco come punto di partenza della propria attività

Un momento dell'esibizione (video Alessandro Osti)
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La chiesetta di San Rocco a Casalmaggiore apre una nuova fase della sua storia. Dopo un lungo e complesso percorso di recupero che l’ha restituita alla città, l’antico edificio si candida oggi a diventare un punto di riferimento per la cultura, ospitando eventi e iniziative artistiche. Una vocazione già sperimentata negli ultimi anni, sia con celebrazioni religiose – come le tradizionali messe del 16 agosto dedicate al santo – sia con appuntamenti di carattere laico.

La serata di domenica ha rappresentato un ulteriore tassello di questo percorso di rinascita, proponendo un doppio appuntamento tra divulgazione storica e arte performativa. Dopo un approfondimento dedicato alle vicende dell’edificio e al suo recupero, il pubblico ha assistito alla performance “Nel cuore del labirinto”, interpretata dal coreografo e danzatore Sabino Alessandro Barbieri della Compagnia Artemis Danza. Uno spettacolo intenso, incentrato sulla figura simbolica del Minotauro e sulle molteplici sfaccettature dell’identità umana.

A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato Marco Orlandi, tra i principali promotori del recupero della chiesetta. «Quello di questa sera è il primo evento organizzato dalla neonata associazione Mandragora, ma non il primo ospitato a San Rocco dopo la sua riapertura. L’aspetto più importante è che questo luogo sta tornando a vivere grazie a iniziative che nascono spontaneamente dalla comunità. È la conferma che l’idea di restituire questo spazio alla collettività sta funzionando e che San Rocco sta diventando un nuovo luogo pubblico dedicato alla cultura».

La serata ha segnato anche il debutto ufficiale dell’associazione culturale Mandragora APS, che ha scelto proprio San Rocco come punto di partenza della propria attività. Il programma proseguirà già martedì con un concerto dedicato al repertorio di Fabrizio De André.

A spiegare la filosofia del nuovo sodalizio è la presidente Elisa Orlandi. «Mandragora nasce con l’obiettivo di portare sul territorio iniziative dedicate alle arti performative a 360 gradi: dalla prosa alla musica, dalla danza alle arti circensi. È un modo per mettere a disposizione della mia città l’esperienza maturata in oltre venticinque anni di collaborazione con la Compagnia Artemis Danza di Parma».

Il nome dell’associazione richiama la celebre commedia di Niccolò Machiavelli, ma affonda le radici anche nella storia personale della presidente. «Mio padre aveva interpretato una versione dialettale della Mandragola con la compagnia filodrammatica Casalmaggiore. C’è quindi un forte legame affettivo. Inoltre la mandragora è una pianta ricca di significati simbolici: dalle sue radici, dalla forma antropomorfa, nasce una metafora che ben rappresenta il nostro progetto, ovvero far germogliare dall’uomo e dall’artista nuove esperienze culturali».

La scelta di inaugurare l’attività dell’associazione con due appuntamenti dedicati a San Rocco non è casuale. «Abbiamo voluto sostenere il percorso di riqualificazione di questo luogo, mostrando come possa diventare uno spazio vivo, capace di ospitare linguaggi artistici differenti. In prospettiva – conclude Elisa Orlandi – vorremmo valorizzare anche altri luoghi della città, creando un dialogo tra arti performative, architettura, patrimonio storico e arti visive».

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